Nella tua pelle

di Chiara Carminati
Bompiani, 2024

Giovanna, Caterina e Vittorio si conoscono e crescono insieme nell’Istituto per i figli della guerra di Portogruaro: sono bambini orfani ma non orfani, separati dalle madri, ignorati dai padri naturali e respinti da quelli putativi, accolti da un pugno di religiosi illuminati che cercano di dar loro una famiglia. Poi le loro strade si dividono: Giovanna viene adottata da una ricca coppia di Padova che la vuole signorina perbene e le cambia il nome; Vittorio l’avventuroso non esita a fuggire ma desidera ardentemente farsi catturare da qualcuno che gli voglia bene per quello che è; Caterina non lo sa ma può contare sulla forza di un legame che la tiene e la guida, un filo teso, una nuova possibilità. Ancora una volta Chiara Carminati racconta storie dentro la Storia: le vicende di questo romanzo sono ispirate ai fascicoli e ai documenti custoditi in un vecchio armadio di legno dell’Istituto San Filippo Neri di Portogruaro, un luogo unico in Europa, in cui venivano accolti i cosiddetti figli della guerra. Una materia viva, dolente ma soprattutto viva, con adulti a volte ostili a volte complici, anche loro vittime degli eventi e dello spirito del tempo.

 

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55 Commenti

  1. 1
    poltronaaa ( Istituto Gardascuola ) 11 hours ago

    Ho trovato la storia di Nella tua pelle molto intensa e profonda, soprattutto per la scelta del tema trattato. Dal punto di vista della lettura, ho apprezzato moltissimo la scelta del font: è molto chiaro e rende la narrazione fluida e scorrevole.
    Tuttavia, per il mio gusto personale di lettrice, avrei preferito una struttura con capitoli più numerosi e brevi, perché la lunghezza di quelli attuali a tratti può rendere la lettura un po’ pesante. Il finale, invece, mi è piaciuto moltissimo: l’ho trovato perfetto per concludere il percorso emotivo della protagonista.

  2. 1
    Ditonellapiaga ( Altro istituto ) 6 days ago

    Questo è uno di quei libri che, senza alcun dubbio, mi ha lasciato numerose domande e riflessioni.
    Sicuramente non lo dimenticherò facilmente, forse perché tratta un argomento a cui spesso non si sa come approcciarsi.
    Ti è capitato di conoscere una Giovanna? Forse non abbiamo voluto rivolgerle parola per svariati motivi, uno tra cui magari è quello di sentirsi INVADENTI o semplicemente ci viene più facile cancellare quella persona se pur presente.

  3. 1
    Riccardo ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 19 days ago

    L’aggettivo giusto per descrivere questo libro è interessante , la sensazione che mi ha trasmesso fin da subito è quella di essere uno di quei romanzi che più leggi più li vuoi continuare. La scelta di raccontare tre storie diverse crea un racconto vario e mai monotono
    inoltre tutti i personaggi sono sensati e incisivi nel racconto.
    La storia che mi è piaciuta di più è quella di Giovanna, secondo me quello accaduto alla ragazza nel racconto rispecchia benissimo l’impossibilità (a volte) di noi ragazzi di essere se stessi, quella sensazione che si prova quando non sei nel luogo che ti si addice e non ti senti a tuo agio. Questo è un po’ quello che è successo a Giovanna che di quella famiglia ricca padovana aveva poco a che fare.
    Anche Vittorio è un personaggio curioso, un ragazzo solitario ancora legato alle amicizie dell’infanzia e della preadolescenza, che nonostante tutto a trovare la sua strada.
    L’unico personaggio che secondo me bisognava approfondire maggiormente era Caterina, citata più volte nelle varie lettere scambiate tra i ragazzi ma non si è mai parlato veramente di lei.

  4. 1
    Enrique ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 19 days ago

    Ciao Chiara,
    Il libro è molto coinvolgente,la storia che si aggira intorno ai personaggi è affascinante, a volte da rimanere colpiti. Nei momenti in cui si cambiva situazione per mezzo degli asterischi, poteva capitare di non capire dove ci si trovasse. In fin dei conti il libro mi è piaciuto specialmente i finali di Vittorio e Giovanna. Caterina è quella di cui si è parlato di meno e di cui non ho preso molto il suo finale

  5. 1
    XM50 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara,
    mi sono accorto che a pagina 89 il dottor Caccia aveva perso la moglie quattordici anni prima e corrispondono esattamente con gli anni di Vittorio. Lo sottolinei molto e questo mi fa pensare che i due abbiano un grado di parentela.

  6. 1
    StofanotopA ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara Carminati,
    ho notato che sia Vittorio che la contessa Bianca Maria hanno preso qualcosa di importante dal loro passato. Perché ha scelto proprio il lavoro
    manuale come modo per farli stare meglio? Pensa che occuparsi di cose pratiche aiuti a guarire il dolore del cuore?

  7. 1
    Re_mavo ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Adoro il personaggio di Vittorio, che si fa rispettare senza paura e nonostante tutto difende i suoi cari, come Caterina. Mi pace un sacco il fatto che all’interno dell’istituto ci sia una specie di “organizzazione”, da cui viene reclutato Vittorio. La parte che mi è piaciuta di più è il momento in cui Vittorio si ribella e da un pugno in faccia a Fabrizio, che potrebbe farlo picchiare da tutti i suoi gregari, e lui senza paura scaglia un gancio in faccia.

  8. 1
    Niel ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara Carminati, sono arrivato a pagina 110 del tuo libro e la mia parte preferita è quando Giovanna si trova a Castelfranco, dove si fa una nuova amica e si diverte a suonare il piano al locale il Bruno Corvetti.
    Volevo chiederti se la storia o i personaggi sono tratti da tue esperienze personali e cosa ti ha spinto a raccontare una storia così difficile come quella dei protagonisti.

  9. 1
    XM50 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara,
    sono rimasto stupito dalla facilità con cui la famiglia Maseron ha deciso di “restituire” Giovanna/Lucrezia all’istituto da cui proveniva. Ma ancora di più mi ha stupito la velocità della risposta del Monsignore.

  10. 1
    just_v1c ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara,
    Giovanna e Vittorio sono segnati dal passato, e l’ambientazione veneziana rafforza da un senso di nostalgia e ricerca di identità,mi chiedo se Giovanna riuscirà davvero a trovare sua madre e a scegliere il proprio destino?

  11. 1
    Quel col Beta ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara,
    mi chiedevo perché hai scelto di raccontare la storia soprattutto attraverso i pensieri e le emozioni di Giovanna invece che attraverso più azioni e avvenimenti

  12. 1
    gg25 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara Carminati,
    Quel carattere ribelle che nasce in Giovanna a 15 anni, l’hai preso da qualche storia vera che hai sentito, o è venuta fuori tutta dalla tua fantasia?
    Grazie,Chiara.

  13. 1
    beta125 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara,
    mi ha colpito quando Lucrezia si è presa coraggio e ha detto alla madre che non voleva andare a Castelfranco, perché era la prima volta che la figlia rifiutava quello che era un ordine da sua madre, anche se non mi è piaciuto che alla fine la scusa non funzionò perché in un momento come questo sarebbe stato interessante vedere cosa avrebbe fatto Lucrezia se non fosse andata a Castelfranco.

  14. 1
    biscotto_al_pesto ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara Carminati,
    volevo farti una domanda: riguardo al dipinto che trovò il dottor Caccia nel teatro Marimonti, di quale si tratta?

  15. 1
    S@m ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara,
    Lorenzo mi piace perché è l’unico adulto che non vuole cambiare Giovanna. Non le dice come deve chiamarsi o come comportarsi, non le dice sempre che deve essere grata. La accetta per come’è, la chiama col suo vero nome e la ascolta invece di correggerla.

  16. 1
    Leone 2.0 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara,
    il tuo racconto intreccia con delicatezza le ferite della Grande Guerra e la ricerca di identità di Giovanna e Vittorio. Colpisce come il “seme della ribellione” della ragazza a Castelfranco e il silenzio malinconico del dottor Caccia al Lido di Venezia diano voce a una generazione di “orfani dei vivi” che tenta di scartavetrare via il dolore per ritrovare la propria dignità.
    Una domanda:
    Secondo te, Giovanna cerca nel ballo e nella musica solo una fuga o l’inizio di una vera libertà?

  17. 1
    IL KING DELLA LAGUNA ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Chiara.
    ho letto con attenzione la parte in cui il dottor Caccia e Vittorio camminano fino alla diga di San Nicolò e il dottore raccoglie una conchiglia. Quando Vittorio conta le righe sul guscio e dice quattordici, e il dottore collega quel numero ai quattordici anni passati dalla guerra e dalla donna che amava, è un momento molto emozionante.
    Mi è piaciuto perché tutto nasce da un gesto semplice, come raccogliere una conchiglia, ma da lì viene fuori un ricordo doloroso.

  18. 1
    Mr.Zubottino ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Cara Carminati,
    Non riesco a capacitarmi di come sia possibile che la Signora Maseron per colpa di un amore non corrisposto si sia ammalata a tal punto da non poter più alzarsi dal letto.

  19. 1
    Fofa717 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 26 days ago

    Perché ha scelto proprio il mestiere del falegname per Vittorio?

  20. 1
    Brentegano doc ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 16/02/2026

    Cara Chiara,
    ho iniziato a leggere il tuo libro e sono arrivato a pagina 44. Sono felice che tu abbia trattato questo argomento perché mi hai fatto scoprire cose che non sapevo; ci sono state persone che hanno salvato dalla strada se non dalla morte i bambini nati dalla guerra e che poi li hanno accuditi, dando la possibilità di vivere una vita loro; ci sono state donne che durante la Grande Guerra erano a casa con la paura che il marito non tornasse dalla guerra, che d’improvviso sentivano entrare dalla porta dei soldati che non parlavano neanche la loro lingua, che venivano costrette a cose inimmaginabili. E la cosa peggiore è che il peso di quelle azioni cade su dei bambini che nasceranno mesi dopo, innocenti e senza colpe.
    Vorrei infine dirti che mi riconosco nel personaggio di Vittorio: non dà attenzione a chi non se la merita e a chi se la merita gli dà moltissimo. Ma soprattutto non fa del male a nessuno, ma quando viene “istigato” in maniera esagerata o viene fatto del male a quelle persone, che come dicevo prima, si meritano il suo affetto, diventa una furia carica di tutta la furia depositata dalla pazienza prima di allora, dando al malcapitato, non solo una semplice lezione, ma gli annienta la cattiva strada che sta percorrendo, regalandogli a questo punto un nuovo punto di vista, quello dello sconfitto, di colui che non domina ma che è dominato “aggiustandogli” lo sguardo che ha sulle persone intorno a lui, facendolo cambiare profondamente. Inoltre, chi prima veniva guardato dall’alto verso il basso, in una volta sola si fa guardare da tutti in modo diverso che, secondo me, per le persone a cui sta a cuore lo guardano con ammirazione e rassicurazione mentre nelle persone che lo consideravano il nulla trasmetta paura e un po’ più di rispetto verso di lui.

  21. 1
    Leone 2.0 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 11/02/2026

    Cara Chiara,
    è straziante vedere allontanare l’amicizia tra Giovanna, Caterina e Vittorio.
    I Maseron sono una famiglia ricca ma esigente, cambia il nome di Giovanna in Lucrezia e poi deve chiamare la signora Maseron “signora mamma”.

  22. 1
    gg25 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 11/02/2026

    Cara Chiara Carminati,
    ho letto con grande emozione le prime 44 pagine di “Nella mia pelle”. Mi ha colpito profondamente come hai dato voce ai “figli della guerra”, spesso dimenticati dalla storia: Giovanna-Lucrezia incarna la fragilità e la resilienza di chi cresce senza radici stabili, ma con una curiosità che diventa forza. I dettagli come il grammofono o il coltello nascosto rendono la narrazione vivida e toccante, intrecciando dolore storico con momenti di tenerezza infantile. È un romanzo che fa riflettere sull’identità e sull’adozione, senza cadere nel sentimentalismo facile. Complimenti per lo stile fluido e coinvolgente – non vedo l’ora di continuare!

  23. 1
    Mr.Zubottino ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 11/02/2026

    Cara Carminati,
    Ho saputo che questa storia è vera, quindi volevo sapere se la storia di questi bambini, è tutta vera, o ci sono delle parti inventate?

  24. 1
    Quel col Beta ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 11/02/2026

    Gentile Chiara Carminati,
    leggendo le pagine dedicate ai figli della guerra ho sentito con forza come i luoghi diventano custodi silenziosi delle vite spezzate che li attraversano. La Venezia tridentina e il Lido di Venezia, che spesso immaginiamo come spazi di bellezza e luce, nel suo racconto si caricano invece di un altra memoria: quella dei bambini “orfani dei vivi”, nati da violenza e poi cancellati due volte, dalla storia e dagli affetti.

  25. 1
    just_v1c ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 11/02/2026

    Ciao Chiara,
    mi ha colpito il tuo libro soprattutto il modo in cui scrivi,le tue sinestesie riescono sempre a farmi venire voglia di leggere una pagina in più,amo l’argomento riguardante i figli della guerra, e la prima volta che ne leggo a riguardo e penso che questo libro sia un modo molto intrigante per farmi impare nuove cose sulla guerra e anche le conseguenze che ha pure da finita.

  26. 1
    biscotto_al_pesto ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 11/02/2026

    Cara Chiara Carminati,
    tu come definiresti il tuo romanzo, storico o epistolare?

  27. 1
    S@m ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 11/02/2026

    Cara Chiara
    Mi sono piaciute molto le similitudini, rendono le emozioni dei personaggi più facili da capire
    per esempio questa: Giovanna si sentì in trappola come una mosca nella ragnatela, sentiva il filo di bava che si attorcigliava intorno a lei.

  28. 1
    StofanotopA ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 09/02/2026

    Cara Chiara Carminati,
    ciò che mi ha colpito maggiormente della storia di Giovanna è il tema dell’identità rubata. È doloroso leggere come la signora Maseron cerchi
    di cancellare non solo il passato della bambina, ma persino il suo nome, sostituendolo con Lucrezia. Mi ha colpito molto il contrasto tra la musica del pianoforte, che dovrebbe essere un sogno di bellezza, e il senso di prigionia che Giovanna prova in quella casa elegante.

  29. 1
    Niel ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 09/02/2026

    Cara Carminati,
    sono arrivato a leggere fino a pagina 45 e ho letto che alcuni dei bambini vengono adottati mentre altri vengono trasferiti in altri istituti. Volevo chiederle come mai ha deciso di scrivere che tutti i bambini si separano e vengono messi in strutture diverse?

  30. 1
    beta125 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 09/02/2026

    Cara Chiara,
    ho letto fino a pagina 44 del tuo libro, ho apprezzato molto come descrivi l’istituto in cui Giovanna si trova, mentre mi ha stupito il racconto del nascondiglio del coltello nel cespuglio.

  31. 1
    Re_mavo ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 09/02/2026

    Mi piace molto questo libro, parla di una questione di cui non avevo mai sentito parlare, ovvero dei bambini abbandonati dopo la guerra. Bambini che hanno dovuto crescere in fretta per ciò che vivono. Mi piace moltissimo il personaggio di Vittorio, che è l’esempio perfetto dei bambini cresciuti in fretta, come quando si è promesso di non affezionarsi mai più a nessuno, momento che ho adorato. Oppure quando litiga con Remigio e senza nessuno scrupolo tira fuori un coltello, a 7 anni. Un altro punto che adoro è l’omertà assoluta che distingue i ragazzi all’interno dell’istituto.
    Peer ora ho letto solo 3 libri ma questo mi sembra il più bello.

  32. 1
    XM50 ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 09/02/2026

    Cara Chiara,
    questo è il terzo libro che leggo del concorso, e sono arrivano a pagina 44, mi ha colpito molto il fatto che l’adozione di Giovanna sia avvenuta più per capriccio della signora Maseron che per un profondo gesto d’amore e generosità.

  33. 1
    IL KING DELLA LAGUNA ( Istituto T.T. Guglielmo Marconi ) 09/02/2026

    Ciao Chiara.
    mi ha colpito profondamente l’episodio in cui Giovanna, poco prima di essere adottata, regala a Vittorio il coltello a serramanico nascosto sotto la lavanda. Con un gesto semplice lei riesce a ottenere amicizia, fiducia e protezione, non è un oggetto qualunque, ma un modo per dire che non sarà mai da solo, anche quando la separazione sarà inevitabile. Ho trovato molto forte il fatto che quel coltello ritorni più avanti nella storia, come segno concreto di un legame che resiste al tempo e alla distanza. È un episodio che rende visibile l’amore silenzioso dei bambini, spesso più profondo di quello degli adulti.

  34. 1
    Moonlady ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 05/02/2026

    Nella tua pelle affronta una tematica molto forte e delicata come quella dei bambini coinvolti nei conflitti armati, ma non sempre riesce a renderle piena giustizia. Nonostante l’intento educativo sia chiaro, il racconto tende a semplificare
    eccessivamente la realtà della guerra, riducendone la complessità e la drammaticità. I personaggi, pur rappresentando situazioni diverse, risultano spesso poco approfonditi dal punto di vista psicologico, rendendo difficile un reale coinvolgimento emotivo. La narrazione, inoltre, procede in modo lineare e prevedibile, senza momenti di vera tensione o riflessione profonda. Nel complesso, il libro trasmette un messaggio importante, ma lo fa in modo troppo superficiale, senza lasciare spazio a una visione più critica e intensa dell’esperienza dei bambini di guerra.

  35. 1
    eliss ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 05/02/2026

    di questo libro mi è piaciuto molto l’intreccio di storie e vicende personali tra questi ragazzi, la scrittura è abbastanza semplice ma riesce ad affrontare temi molto importanti e forti come l’ abbandono.
    Mi ha ricordato e mi è venuta in mente la famiglia e d quanto sia importamte la famiglia elle nostre vite.

  36. 1
    john ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 05/02/2026

    Buongiorno, penso che questo libro sia ben scritto e scorrevole, ma la narrazione mi è sembrata alle volte statica e un po’ lenta.
    L’idea è interessante e i personaggi ben sviluppati, in modo che noi tutti potessimo provare ad immedesimarcisi.
    Mi ha toccato vedere una situazione familiare più difficile e diversa dalla mia, e mi ha aiutata ad apprezzare e riflettere di più su quello che ho.

  37. 1
    eliss ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 05/02/2026

    Il libro Nella tua pelle non ci ha appassionato quanto le altre letture a noi proposte. Sebbene avesse un tema centrale molto affascinante e forte non ci ha convito come è stato sviluppato.
    La sua narrazione ha reso una questione cosi avvincente macchinosa e priva di suspence.
    Dato un tema del genere mi aspettavo un ritmo di narrazione maggiore e più incalzante.
    Nonostante i difetti è stata comunque una lettura piacevole e scorrevole e che ti fa riflettere.
    Lucia e Federico

  38. 1
    20latore ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 05/02/2026

    Questo libro non mi è piaciuto molto perché l’autore non è riuscito a proiettarmi completamente nel racconto sin dall’inizio.
    Nonostante il tema interessante del libro, la narrazione risulta un po’ lenta e poco scorrevole, infatti si parla a lungo di quando la protagonista è nel convento e si trascura un po’ il resto.

  39. 1
    JONATAN ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 05/02/2026

    Nel complesso il libro ci é piaciuto, ma non completamente. La storia era originale e trattava temi spesso trascurati. La lettura é stata poco avvincente, soprattutto la parte iniziale, che é risultata macchinosa. La bella storia che formulava il nucleo del libro sarebbe potuta essere sviluppata in modo più coinvolgente. É stato difficile proseguire con la lettura, per la scarsa presenza di colpi di scena. Paragonato agli altri libri proposti questo non sembra l’altezza ed è un grande peccato. Le vicende e le storie dei personaggi ci hanno però molto toccato e fatto riflettere.

  40. 1
    eliss ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 05/02/2026

    Il libro “nella tua pelle” affronta una tematica significativa che non viene nominata spesso, infatti prima di leggere questo libro non ero a conoscenza dell’esistenza dei figli della guerra.
    Racconta una storia vero simile che evidenzia soprattutto il legame che si era creato tra i personaggi e il cambiamento che devono affrontare nel momento in cui una di loro viene adottata.
    Non è una storia banale e anche se a volte risulta priva di colpi di scena è riuscita a catturare la mia attenzione per tutto il libro.
    Emma

  41. 1
    john ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 12/01/2026

    Libro molto interessante infatti tratta temi molto complicati, riesce a farti immedesimare nei poveri figli della guerra.
    Pensare di venire allontanato dalla madre molto piccolo, poi capitare in una famiglia anche a 12/13 anni e infine ritornare dalle suore mi fa rabbrividire il sangue.
    È una realtà di cui non sono abituato a sentire e mi fa molto riflettere.

  42. 1
    bianca ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 07/01/2026

    Ho apprezzato molto il libro ”Nella tua pelle“ di Chiara Carminati, perchè è curioso e capace di tenere alta l’attenzione del lettore fino alla fine.
    A livello di personaggi mi sono piaciuti molto, ho trovato molto bello come la scrittrice abbia valorizzato i loro sentimenti e i loro pensieri. Ho apprezzato inoltre il fatto che in ogni capitolo viene descritta la storia di più personaggi, in modo da dare un senso di intreccio tra le vicende.
    Mi ha colpito la sensibilità con cui la scrittrice è riuscita a trattare i valori che i protagonisti al centro della storia fanno emergere, come la famiglia che può essere considerata al di fuori dei legami di sangue, l’amicizia che i bambini cresciuti insieme sono riusciti a maturare e che con il tempo non è andata persa, i legami che si sono creati con suor Carmela, la contessa Bianca Maria Sapienza e dottor Caccia. Questi legami, che i personaggi hanno creato per casualità, si sono rivelati molto profondi e mi hanno fatto riflettere sull’importanza di aiutare gli altri in qualunque momento della vita.
    Il libro è risultato per me molto scorrevole, con uno stile semplice e vicino al parlato, lo consiglio a tutti quelli a cui piace leggere libri non troppo impegnativi che alle spalle portano un grande significato.

  43. 1
    anonimo ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 06/01/2026

    Nella tua pelle mi ha colpito soprattutto per lo sfondo storico in cui è ambientata la storia. Il contesto del passato è descritto in modo chiaro e realistico e aiuta a capire meglio le difficoltà e le scelte dei personaggi. Attraverso questo periodo storico, l’autrice mostra come la vita delle persone fosse segnata da regole rigide, paura e ingiustizie. La storia fa riflettere su quanto il passato influenzi i comportamenti e su quanto sia importante ricordare e comprendere la storia per non ripetere gli stessi errori.

  44. 1
    Endriu ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 06/01/2026

    Trovo questo libro molto dettagliato, è scorrevole come tipo di linguagio e ti fà anche imparare molto sul come si viveva ai tempi della guerra, l’unico fattore che non mi è piacciuto è il fatto che anche se è scorrevole ci sono alcuni punti dove si passa da un personaggio all’altro forzatamente; volevo chiedere inoltre il rapporto che c’è tra il vero e l’inventato all’interno del racconto.

  45. 1
    longhi.andrea.11@liceodavincitn.it ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 06/01/2026

    Trovo questo libro molto dettagliato, è scorrevole come tipo di linguaggio e ti fa anche imparare molto su come si viveva ai tempi della guerra, volevo chiedere però il rapporto che c’è tra il vero e l’inventato all’interno del racconto.

  46. 1
    Federico Vago ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 03/01/2026

    Ho trovato molto affascinante che le tre storie ad un certo punto si divivdono come un tessuto strappato, per poi ricucirsi incontrandosi in dei modi normalissimi.
    Il libro è molto coinvolgente e il finale mi ha fatto riflettere molto sulla storia stessa.
    Lo proporrei sopratutto alle persone che si sentono perse, perchè quando si è persi, si può sempre ritrovare la via.

  47. 1
    Isa ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 22/12/2025

    Nella tua pelle di Chiara Carminati è un romanzo che, pur affrontando temi delicati e complessi, riesce a toccare corde profonde e attuali della nostra società. Leggere di eventi così vicini geograficamente, ma estranei alla propria conoscenza, genera sempre un impatto emotivo più forte. Questo romanzo riesce a illuminare un capitolo doloroso della storia recente, rendendolo accessibile e personale attraverso le vicende dei protagonisti. La trama si concentra sulle vite di giovani segnati dall’abbandono, spesso figli di madri costrette a scelte drammatiche a seguito delle violenze di forze militari straniere durante la prima guerra mondiale. Ho apprezzato l’intersezione delle prospettive dei tre personaggi principali: Giovanna, Caterina e Vittorio; che permette una visione profonda sul dolore e sulla ricerca di appartenenza dei ragazzi. Tuttavia ho percepito un ottimismo conclusivo forse eccessivamente marcato. La risoluzione che vede il ricongiungimento dei protagonisti con le famiglie d’origine, sebbene emotivamente appagante, appare, in ottica storica, come un’eccezione piuttosto che la regola per molti bambini nati in quelle circostanze. Nonostante questa riserva sulla risoluzione, il valore formativo ed emotivo che offre il libro è innegabile. Nella tua pelle stimola una riflessione sulla responsabilità storica, sulla forza dei legami scelti e sull’identità personale, rendendolo utile per riflettere su come il passato, anche quello taciuto, continui a plasmare il presente.

  48. 1
    Alice ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 21/12/2025

    Ho trovato molto interessante e coinvolgente la lettura del romanzo di Chiara Carminati “Nella tua pelle”, perché mi ha permesso di conoscere una pagina di storia della quale non avevo mai sentito parlare prima. Il tema dei cosiddetti “figli della guerra”, infatti, viene spesso trascurato, forse perché, di fronte ai numerosi eventi storici di rilievo verificatisi in quello stesso periodo, si tende erroneamente a far passare in secondo piano questo argomento.
    L’autrice riesce invece a portare l’attenzione del lettore su questa importante tematica, spesso sconosciuta o sottovalutata, sottolineando che le vite di questi bambini sono degne di attenzione e che le persone che li hanno aiutati meritano rispetto.
    Il libro, inoltre, mi ha colpito per l’efficacia e la semplicità con cui riesce a trattare un tema tanto complesso e difficile, e per la scorrevolezza e la leggerezza della narrazione, che nonostante affronti un argomento doloroso e atroce, non diventa mai pesante e faticosa per il lettore.
    Un altro tema affrontato dal libro è quello dell’identità: un tema sempre vivo e attuale con il quale non si confrontano solo Giovanna, Caterina e Vittorio, ma anche tutti noi.
    Questi tre ragazzi, che sono i personaggi principali della narrazione, sono accomunati dal desiderio di scoprire le proprie origini e la propria storia, perché conoscere il proprio passato e le proprie radici permette di comprendere meglio se stessi. I protagonisti, quindi, nel corso della storia andranno alla ricerca di se stessi, intraprendendo un percorso di crescita lungo e difficile, che richiederà pazienza, determinazione e coraggio, ma che alla fine darà i suoi frutti. Giovanna, infatti, riuscirà finalmente a capire la sua vera identità e affermerà:”Sono io Ivanka, sono io Giovanna, sono io Lucrezia. ”Questa affermazione così semplice è però ricca di significato e da essa si può evincere la consapevolezza raggiunta dalla ragazza, che cucendo insieme tutti i frammenti del suo passato riesce a trovare se stessa. Questa frase ci permette quindi di capire che l’identità di ognuno di noi è formata da tanti tasselli, che vanno trovati, riordinati e disposti nell’ordine giusto, affinché possano formare un disegno unitario.
    Trovo che l’autrice sia riuscita a veicolare messaggi importanti, in grado di toccare il lettore e di invitarlo alla riflessione, insegnandogli qualcosa di nuovo e facendolo immedesimare al tempo stesso nei personaggi della storia.
    In conclusione penso che questo libro lanci un messaggio di speranza, insegnando che col tempo tutte le ferite possono guarire, tutti i legami rotti si possono riallacciare e che, anche se ci si perde, poi ci si può sempre ritrovare.

  49. 1
    ester ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 18/12/2025

    Il libro “Nella tua pelle” ha una bella trama coinvolgente e istruttiva; ti spiega e racconta cosa dovevano passare i “figli della guerra” , lasciati abbandonati perché nessuno li voleva, perché non erano stati previsti o non erano del legittimo marito.
    E un libro che ti prende e ti porta con sé, però si dovrebbero eliminare certi insensati salti temporali da un personaggio all’altro senza nessun motivo, senza un legame con la frase precedente. Il libro lo leggerei volentieri se il discorso fosse legato e non ci fossero questi salti nella narrazione, che fanno perdere il filo del discorso e la concentrazione nel lettore.

  50. 1
    GioTre ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025

    Le storie dei ragazzi dell’Istituto di Portogruaro mi hanno appassionato e commosso, anche perché so che sono ispirati a situazioni reali. Mi è piaciuto anche il modo in cui le vicende sono raccontate e intrecciate tra loro e ho apprezzato la scrittura delicata ma mai sdolcinata dell’autrice.

  51. 1
    Santorino 882 ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025

    “Nella tua pelle” è un libro molto bello e significativo, e racconta la vita di molti tempo fa.
    Del libro mi è piaciuto molto come veniva raccontata la storia dei ragazzi e come loro si scrivevamo lettere a vicenda.
    Quello che non mi è piaciuto è il fatto che i capitoli fra di loro sono molto lontani uno fra l’altro.
    Nel complesso il libro è molto bello e ti trasporta molto nei loro viaggi.

  52. 1
    carlotta ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025

    Il romanzo “Nella tua pelle” è scritto in modo che possa coinvolgere lettori di ogni età , secondo me affronta temi molto affascinanti per noi adolescenti.Trovo che questo romanzo possa anche dare insegnamenti per la vita che ci troveremo davanti.Ha molti punti della narrazione che attirano particolarmente la mia attenzione, il che vuol significare che questo romanzo ti assorbe completamente.

  53. 1
    Sara ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 14/12/2025

    “Nella tua pelle” è un libro che parla in modo coinvolgente del rapporto con sé stessi e della difficoltà di accettarsi per quello che si è. Racconta le storie dei “figli della guerra”, bambini abbandonati anche se non orfani. Si ispira a fatti realmente accaduti ai primi del secolo scorso. Narra la violenza non solo della guerra, ma anche del rifiuto di bambini nati e non voluti dai mariti che rientrano dal fronte perché considerati intrusi in famiglia, concepiti e nati durante la loro assenza e a volte non voluti nemmeno dalle madri perché ricordano quello che non sarebbe dovuto succedere e che si vuole dimenticare.
    La storia segue personaggi molto realistici, che vivono emozioni e problemi in cui è facile immedesimarsi, come la paura di non essere abbastanza e il desiderio di trovare il proprio posto.
    Il tema della famiglia viene affrontato con la convinzione che un legame possa essere positivo anche al di là dei rapporti di sangue.

    La scrittura è semplice ma espressiva: ogni capitolo scorre veloce e riesce a trasmettere bene i sentimenti dei protagonisti. L’autrice descrive i momenti più difficili, ma anche quelli in cui i personaggi scoprono il loro coraggio. Questo rende la lettura non solo piacevole, ma anche significativa.

    Uno degli aspetti più belli del libro è il messaggio che lascia: solo quando impariamo a conoscerci davvero possiamo vivere meglio. La storia invita a guardarsi dentro, ad accettare le proprie imperfezioni e a capire che tutti affrontano battaglie invisibili.

    Nella tua pelle è un romanzo che fa riflettere ed emoziona.
    Attraverso questo libro si capisce meglio la realtà dei figli della guerra, un aspetto che non sempre si tratta e che in molti casi resta sconosciuto.

    Il libro mi è molto piaciuto. E’ scritto bene, invoglia a proseguire nella lettura, fa capire il suo messaggio in modo scorrevole, delicato ma potente, accattivante e a volte poetico.
    Arrivata alla fine ho quasi rimpianto che il romanzo non dicesse di più su ciascuno dei personaggi ai quali ci si affeziona, che fosse fin troppo breve e fosse finito quando ancora avrei voluto leggere, capire, conoscere.
    Consiglio il romanzo a lettori di qualunque età, proprio perché scritto in maniera semplice e comprensibile, ma nel contempo capace di far riflettere anche gli adulti.
    Come ha spiegato la stessa autrice «Nonostante siano bambine e bambini che iniziano la vita nella tragedia della guerra non è un romanzo dolente, al contrario, le storie hanno la forza della speranza e della gioia per la vita».
    Lo consiglio quindi anche a chi cerca una lettura che parla della vita reale, delle sue difficoltà, ma soprattutto delle sue speranze.

    • 1
      non lo so ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025

      penso che le tematiche che affronta il testo siano molto affascinanti, ma penso che la lettura sia molto lenta e pesante, non mi invogliava a girare la pagina per scoprire il continuo della storia e mi a mandato quasi nel blocco del lettore

  54. 1
    chiara ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 06/12/2025

    “Nella tua pelle” di Chiara Carminati è un romanzo che mi ha colpito per la sua capacità di raccontare i cambiamenti dell’adolescenza con grande delicatezza raccontando la storia di una ragazza subito dopo la seconda guerra mondiale, che invita a riflettere su se stessi e sul proprio modo di crescere. La protagonista affronta emozioni nuove a volte difficili, il lettore può immedesimarsi facilmente in lei nei suoi dubbi e nelle sue scoperte. Ho trovato lo stile scorrevole e semplice che rende la storia coinvolgente a persone tutte le età.