IL KING DELLA LAGUNA

Commenti di IL KING DELLA LAGUNA:

  • Inserito il 04-05-2026 per il libro Il caso Elisa P.

    Cara Chiara l’idea dei biglietti nascosti dentro un libro è molto originale e bella. Mi è piaciuta perché rende il rapporto tra Marco ed Elisa diverso dal solito, senza il telefono, ma qualcosa di più lento. Questo li aiuta ad aprirsi di più, senza paura di essere giudicati.Trovo interessante anche il fatto che all’inizio non sappiano chi è l’altra persona, questo rende tutto più misterioso e speciale. Però allo stesso tempo si capisce che questo tipo di rapporto funziona solo finché resta nascosto, perché quando entra nella realtà iniziano i problemi.Questa parte mi è piaciuta molto perché fa vedere che le parole possono fare diventare amici due persone, anche se non si conoscono davvero.

  • Inserito il 16-04-2026 per il libro Il caso Elisa P.

    Cara Chiara, Il mio è un commento positivo, ho letto fino a pagina 100; il tuo è un romanzo affascinante soprattutto perché Leon Cavalli ha avuto il coraggio di cambiare; è passato da sentirsi un vampiro e bere il sangue delle persone che entravano nella setta a trascorrere 10 giorni senza telefono, in mezzo alla natura, insieme a persone che non conosceva e a accudire animali abbandonati. Ci vediamo a giugno.

  • Inserito il 23-03-2026 per il libro Nella tua pelle

    Cara Chiara, voglio fare un commento positivo sul tuo romanzo. Leggendolo mi sono sentito spesso coinvolto, come se alcune emozioni dei personaggi fossero simili a cose che ho vissuto anche io. Mi ha colpito molto la scena sulla diga di San Nicolò, quando il dottor Caccia racconta a Vittorio il suo passato partendo da una semplice conchiglia. Mi ha fatto pensare a quando anche a me è successo di collegare un ricordo importante a un oggetto piccolo e apparentemente senza valore. Il fatto che “quattordici anni” sia l’età di Vittorio crea un legame forte tra i due personaggi. Questa cosa mi ha fatto pensare a quanto sia più facile capirsi quando si vivono momenti simili, soprattutto durante la crescita. Il dottore, che sembra forte, mostra invece una ferita ancora aperta. Questo mi ha colpito perché fa capire che anche le persone che sembrano sicure possono avere delle mancanze. Anche il mare cambia significato: da luogo di libertà diventa simbolo di distanza, questi luoghi mi fanno pensare alle mie vacanze estive, quando guardo il mare mi sento felice e mi sento libero e senza pensieri. Mi è piaciuto anche il contrasto tra quello che il dottore dice e quello che pensa davvero, quando ammette che Venezia gli manca. È una scena semplice ma molto intensa, che riesce a comunicare tanto con poche parole.

  • Inserito il 06-03-2026 per il libro L’età verde

    Care Francesca e Sara, Ne "L’età verde" mi ha colpito molto il momento in cui Viola inizia a chiudersi sempre di più in se stessa e smette di uscire dalla sua stanza. Questo episodio mi ha fatto riflettere su quanto a volte le persone possano sentirsi sole e confuse durante l’adolescenza, anche quando hanno degli amici vicino. Attraverso Tea si capisce quanto sia difficile vedere un’amica cambiare e non sapere come aiutarla. Secondo me, questo momento della storia è molto importante perché mostra quanto l’amicizia possa essere messa alla prova nei momenti difficili, ma anche quanto sia importante cercare di capire e stare accanto agli altri.

  • Inserito il 23-02-2026 per il libro Nella tua pelle

    Cara Chiara. ho letto con attenzione la parte in cui il dottor Caccia e Vittorio camminano fino alla diga di San Nicolò e il dottore raccoglie una conchiglia. Quando Vittorio conta le righe sul guscio e dice quattordici, e il dottore collega quel numero ai quattordici anni passati dalla guerra e dalla donna che amava, è un momento molto emozionante. Mi è piaciuto perché tutto nasce da un gesto semplice, come raccogliere una conchiglia, ma da lì viene fuori un ricordo doloroso.

  • Inserito il 09-02-2026 per il libro Nella tua pelle

    Ciao Chiara. mi ha colpito profondamente l’episodio in cui Giovanna, poco prima di essere adottata, regala a Vittorio il coltello a serramanico nascosto sotto la lavanda. Con un gesto semplice lei riesce a ottenere amicizia, fiducia e protezione, non è un oggetto qualunque, ma un modo per dire che non sarà mai da solo, anche quando la separazione sarà inevitabile. Ho trovato molto forte il fatto che quel coltello ritorni più avanti nella storia, come segno concreto di un legame che resiste al tempo e alla distanza. È un episodio che rende visibile l’amore silenzioso dei bambini, spesso più profondo di quello degli adulti.

  • Inserito il 22-01-2026 per il libro Lanterne verdi

    Cara Erika. Mi ha colpito molto la parte dove Halima è costretta a farli scendere dalla macchina e a rimandarli nel bosco a causa della presenza dei posti di blocco. in quel momento ho sentito molta ingiustizia, perché dopo essere sopravvissuti a un inferno i due bambini devono affrontalo di nuovo, non per una loro scelta, ma per colpa delle regole e dei confini fatti dagli adulti. Ti ringrazio per aver trattato il tema dell'infanzia offesa, maltrattata, degli adolescenti vittima di adulti cinici e senza scrupoli.

  • Inserito il 08-01-2026 per il libro Lanterne verdi

    Cara Erika. Il suo libro mi ha fatto riflettere sul concetto di confine e sul fatto che esso abbia due lati, non è solo una frontiera.

  • Inserito il 08-01-2026 per il libro Blocco 5

    Caro Luigi. Il suo libro mi è piaciuto molto lo trovo interessante, mi sono divertito molto a leggerlo, più degli altri libri in concorso, perché è un libro che fa riflettere molto sul nostro futuro e se anche noi saremo controllati da una cosa simile ai blocchi. Ma perché ha scelto i blocchi che inibiscono i sensi piuttosto di privare i ragazzi di guardare la TV, il telefono oppure punire assegnando alle persone dei lavori socialmente utili?

  • Inserito il 07-01-2026 per il libro Lanterne verdi

    Cara Erika. Ho letto Lanterne verdi fino al capitolo 14 e volevo dirti cosa ne penso. È un libro che mi ha fatto riflettere molto, anche se a volte non è stato facilissimo da capire, ma proprio per questo mi ha fatto fermare a pensare. Il libro mi ha trasmesso tante emozioni, soprattutto momenti di tristezza, come quando Nur inciampa sui due cadaveri dei bambini, ma anche di calma e di speranza come quando trovano il sacco con il latte in polvere e il panino. È una storia diversa da quelle che leggo di solito, ma proprio per questo interessante. Secondo me, è un libro che fa capire che anche nei momenti bui c’è sempre qualcosa che può illuminare la strada. Grazie per aver scritto questa storia.