Nella tua pelle
di Chiara Carminati
Bompiani, 2024
Giovanna, Caterina e Vittorio si conoscono e crescono insieme nell’Istituto per i figli della guerra di Portogruaro: sono bambini orfani ma non orfani, separati dalle madri, ignorati dai padri naturali e respinti da quelli putativi, accolti da un pugno di religiosi illuminati che cercano di dar loro una famiglia. Poi le loro strade si dividono: Giovanna viene adottata da una ricca coppia di Padova che la vuole signorina perbene e le cambia il nome; Vittorio l’avventuroso non esita a fuggire ma desidera ardentemente farsi catturare da qualcuno che gli voglia bene per quello che è; Caterina non lo sa ma può contare sulla forza di un legame che la tiene e la guida, un filo teso, una nuova possibilità. Ancora una volta Chiara Carminati racconta storie dentro la Storia: le vicende di questo romanzo sono ispirate ai fascicoli e ai documenti custoditi in un vecchio armadio di legno dell’Istituto San Filippo Neri di Portogruaro, un luogo unico in Europa, in cui venivano accolti i cosiddetti figli della guerra. Una materia viva, dolente ma soprattutto viva, con adulti a volte ostili a volte complici, anche loro vittime degli eventi e dello spirito del tempo.

bianca ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 27 days ago
Ho apprezzato molto il libro ”Nella tua pelle“ di Chiara Carminati, perchè è curioso e capace di tenere alta l’attenzione del lettore fino alla fine.
A livello di personaggi mi sono piaciuti molto, ho trovato molto bello come la scrittrice abbia valorizzato i loro sentimenti e i loro pensieri. Ho apprezzato inoltre il fatto che in ogni capitolo viene descritta la storia di più personaggi, in modo da dare un senso di intreccio tra le vicende.
Mi ha colpito la sensibilità con cui la scrittrice è riuscita a trattare i valori che i protagonisti al centro della storia fanno emergere, come la famiglia che può essere considerata al di fuori dei legami di sangue, l’amicizia che i bambini cresciuti insieme sono riusciti a maturare e che con il tempo non è andata persa, i legami che si sono creati con suor Carmela, la contessa Bianca Maria Sapienza e dottor Caccia. Questi legami, che i personaggi hanno creato per casualità, si sono rivelati molto profondi e mi hanno fatto riflettere sull’importanza di aiutare gli altri in qualunque momento della vita.
Il libro è risultato per me molto scorrevole, con uno stile semplice e vicino al parlato, lo consiglio a tutti quelli a cui piace leggere libri non troppo impegnativi che alle spalle portano un grande significato.
anonimo ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 28 days ago
Nella tua pelle mi ha colpito soprattutto per lo sfondo storico in cui è ambientata la storia. Il contesto del passato è descritto in modo chiaro e realistico e aiuta a capire meglio le difficoltà e le scelte dei personaggi. Attraverso questo periodo storico, l’autrice mostra come la vita delle persone fosse segnata da regole rigide, paura e ingiustizie. La storia fa riflettere su quanto il passato influenzi i comportamenti e su quanto sia importante ricordare e comprendere la storia per non ripetere gli stessi errori.
Endriu ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 28 days ago
Trovo questo libro molto dettagliato, è scorrevole come tipo di linguagio e ti fà anche imparare molto sul come si viveva ai tempi della guerra, l’unico fattore che non mi è piacciuto è il fatto che anche se è scorrevole ci sono alcuni punti dove si passa da un personaggio all’altro forzatamente; volevo chiedere inoltre il rapporto che c’è tra il vero e l’inventato all’interno del racconto.
longhi.andrea.11@liceodavincitn.it ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 28 days ago
Trovo questo libro molto dettagliato, è scorrevole come tipo di linguaggio e ti fa anche imparare molto su come si viveva ai tempi della guerra, volevo chiedere però il rapporto che c’è tra il vero e l’inventato all’interno del racconto.
Federico Vago ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 03/01/2026
Ho trovato molto affascinante che le tre storie ad un certo punto si divivdono come un tessuto strappato, per poi ricucirsi incontrandosi in dei modi normalissimi.
Il libro è molto coinvolgente e il finale mi ha fatto riflettere molto sulla storia stessa.
Lo proporrei sopratutto alle persone che si sentono perse, perchè quando si è persi, si può sempre ritrovare la via.
Isa ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 22/12/2025
Nella tua pelle di Chiara Carminati è un romanzo che, pur affrontando temi delicati e complessi, riesce a toccare corde profonde e attuali della nostra società. Leggere di eventi così vicini geograficamente, ma estranei alla propria conoscenza, genera sempre un impatto emotivo più forte. Questo romanzo riesce a illuminare un capitolo doloroso della storia recente, rendendolo accessibile e personale attraverso le vicende dei protagonisti. La trama si concentra sulle vite di giovani segnati dall’abbandono, spesso figli di madri costrette a scelte drammatiche a seguito delle violenze di forze militari straniere durante la prima guerra mondiale. Ho apprezzato l’intersezione delle prospettive dei tre personaggi principali: Giovanna, Caterina e Vittorio; che permette una visione profonda sul dolore e sulla ricerca di appartenenza dei ragazzi. Tuttavia ho percepito un ottimismo conclusivo forse eccessivamente marcato. La risoluzione che vede il ricongiungimento dei protagonisti con le famiglie d’origine, sebbene emotivamente appagante, appare, in ottica storica, come un’eccezione piuttosto che la regola per molti bambini nati in quelle circostanze. Nonostante questa riserva sulla risoluzione, il valore formativo ed emotivo che offre il libro è innegabile. Nella tua pelle stimola una riflessione sulla responsabilità storica, sulla forza dei legami scelti e sull’identità personale, rendendolo utile per riflettere su come il passato, anche quello taciuto, continui a plasmare il presente.
Alice ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 21/12/2025
Ho trovato molto interessante e coinvolgente la lettura del romanzo di Chiara Carminati “Nella tua pelle”, perché mi ha permesso di conoscere una pagina di storia della quale non avevo mai sentito parlare prima. Il tema dei cosiddetti “figli della guerra”, infatti, viene spesso trascurato, forse perché, di fronte ai numerosi eventi storici di rilievo verificatisi in quello stesso periodo, si tende erroneamente a far passare in secondo piano questo argomento.
L’autrice riesce invece a portare l’attenzione del lettore su questa importante tematica, spesso sconosciuta o sottovalutata, sottolineando che le vite di questi bambini sono degne di attenzione e che le persone che li hanno aiutati meritano rispetto.
Il libro, inoltre, mi ha colpito per l’efficacia e la semplicità con cui riesce a trattare un tema tanto complesso e difficile, e per la scorrevolezza e la leggerezza della narrazione, che nonostante affronti un argomento doloroso e atroce, non diventa mai pesante e faticosa per il lettore.
Un altro tema affrontato dal libro è quello dell’identità: un tema sempre vivo e attuale con il quale non si confrontano solo Giovanna, Caterina e Vittorio, ma anche tutti noi.
Questi tre ragazzi, che sono i personaggi principali della narrazione, sono accomunati dal desiderio di scoprire le proprie origini e la propria storia, perché conoscere il proprio passato e le proprie radici permette di comprendere meglio se stessi. I protagonisti, quindi, nel corso della storia andranno alla ricerca di se stessi, intraprendendo un percorso di crescita lungo e difficile, che richiederà pazienza, determinazione e coraggio, ma che alla fine darà i suoi frutti. Giovanna, infatti, riuscirà finalmente a capire la sua vera identità e affermerà:”Sono io Ivanka, sono io Giovanna, sono io Lucrezia. ”Questa affermazione così semplice è però ricca di significato e da essa si può evincere la consapevolezza raggiunta dalla ragazza, che cucendo insieme tutti i frammenti del suo passato riesce a trovare se stessa. Questa frase ci permette quindi di capire che l’identità di ognuno di noi è formata da tanti tasselli, che vanno trovati, riordinati e disposti nell’ordine giusto, affinché possano formare un disegno unitario.
Trovo che l’autrice sia riuscita a veicolare messaggi importanti, in grado di toccare il lettore e di invitarlo alla riflessione, insegnandogli qualcosa di nuovo e facendolo immedesimare al tempo stesso nei personaggi della storia.
In conclusione penso che questo libro lanci un messaggio di speranza, insegnando che col tempo tutte le ferite possono guarire, tutti i legami rotti si possono riallacciare e che, anche se ci si perde, poi ci si può sempre ritrovare.
ester ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 18/12/2025
Il libro “Nella tua pelle” ha una bella trama coinvolgente e istruttiva; ti spiega e racconta cosa dovevano passare i “figli della guerra” , lasciati abbandonati perché nessuno li voleva, perché non erano stati previsti o non erano del legittimo marito.
E un libro che ti prende e ti porta con sé, però si dovrebbero eliminare certi insensati salti temporali da un personaggio all’altro senza nessun motivo, senza un legame con la frase precedente. Il libro lo leggerei volentieri se il discorso fosse legato e non ci fossero questi salti nella narrazione, che fanno perdere il filo del discorso e la concentrazione nel lettore.
GioTre ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025
Le storie dei ragazzi dell’Istituto di Portogruaro mi hanno appassionato e commosso, anche perché so che sono ispirati a situazioni reali. Mi è piaciuto anche il modo in cui le vicende sono raccontate e intrecciate tra loro e ho apprezzato la scrittura delicata ma mai sdolcinata dell’autrice.
Santorino 882 ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025
“Nella tua pelle” è un libro molto bello e significativo, e racconta la vita di molti tempo fa.
Del libro mi è piaciuto molto come veniva raccontata la storia dei ragazzi e come loro si scrivevamo lettere a vicenda.
Quello che non mi è piaciuto è il fatto che i capitoli fra di loro sono molto lontani uno fra l’altro.
Nel complesso il libro è molto bello e ti trasporta molto nei loro viaggi.
carlotta ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025
Il romanzo “Nella tua pelle” è scritto in modo che possa coinvolgere lettori di ogni età , secondo me affronta temi molto affascinanti per noi adolescenti.Trovo che questo romanzo possa anche dare insegnamenti per la vita che ci troveremo davanti.Ha molti punti della narrazione che attirano particolarmente la mia attenzione, il che vuol significare che questo romanzo ti assorbe completamente.
Sara ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 14/12/2025
“Nella tua pelle” è un libro che parla in modo coinvolgente del rapporto con sé stessi e della difficoltà di accettarsi per quello che si è. Racconta le storie dei “figli della guerra”, bambini abbandonati anche se non orfani. Si ispira a fatti realmente accaduti ai primi del secolo scorso. Narra la violenza non solo della guerra, ma anche del rifiuto di bambini nati e non voluti dai mariti che rientrano dal fronte perché considerati intrusi in famiglia, concepiti e nati durante la loro assenza e a volte non voluti nemmeno dalle madri perché ricordano quello che non sarebbe dovuto succedere e che si vuole dimenticare.
La storia segue personaggi molto realistici, che vivono emozioni e problemi in cui è facile immedesimarsi, come la paura di non essere abbastanza e il desiderio di trovare il proprio posto.
Il tema della famiglia viene affrontato con la convinzione che un legame possa essere positivo anche al di là dei rapporti di sangue.
La scrittura è semplice ma espressiva: ogni capitolo scorre veloce e riesce a trasmettere bene i sentimenti dei protagonisti. L’autrice descrive i momenti più difficili, ma anche quelli in cui i personaggi scoprono il loro coraggio. Questo rende la lettura non solo piacevole, ma anche significativa.
Uno degli aspetti più belli del libro è il messaggio che lascia: solo quando impariamo a conoscerci davvero possiamo vivere meglio. La storia invita a guardarsi dentro, ad accettare le proprie imperfezioni e a capire che tutti affrontano battaglie invisibili.
Nella tua pelle è un romanzo che fa riflettere ed emoziona.
Attraverso questo libro si capisce meglio la realtà dei figli della guerra, un aspetto che non sempre si tratta e che in molti casi resta sconosciuto.
Il libro mi è molto piaciuto. E’ scritto bene, invoglia a proseguire nella lettura, fa capire il suo messaggio in modo scorrevole, delicato ma potente, accattivante e a volte poetico.
Arrivata alla fine ho quasi rimpianto che il romanzo non dicesse di più su ciascuno dei personaggi ai quali ci si affeziona, che fosse fin troppo breve e fosse finito quando ancora avrei voluto leggere, capire, conoscere.
Consiglio il romanzo a lettori di qualunque età, proprio perché scritto in maniera semplice e comprensibile, ma nel contempo capace di far riflettere anche gli adulti.
Come ha spiegato la stessa autrice «Nonostante siano bambine e bambini che iniziano la vita nella tragedia della guerra non è un romanzo dolente, al contrario, le storie hanno la forza della speranza e della gioia per la vita».
Lo consiglio quindi anche a chi cerca una lettura che parla della vita reale, delle sue difficoltà, ma soprattutto delle sue speranze.
non lo so ( Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ) 17/12/2025
penso che le tematiche che affronta il testo siano molto affascinanti, ma penso che la lettura sia molto lenta e pesante, non mi invogliava a girare la pagina per scoprire il continuo della storia e mi a mandato quasi nel blocco del lettore
chiara ( Liceo Classico Giovanni Prati ) 06/12/2025
“Nella tua pelle” di Chiara Carminati è un romanzo che mi ha colpito per la sua capacità di raccontare i cambiamenti dell’adolescenza con grande delicatezza raccontando la storia di una ragazza subito dopo la seconda guerra mondiale, che invita a riflettere su se stessi e sul proprio modo di crescere. La protagonista affronta emozioni nuove a volte difficili, il lettore può immedesimarsi facilmente in lei nei suoi dubbi e nelle sue scoperte. Ho trovato lo stile scorrevole e semplice che rende la storia coinvolgente a persone tutte le età.