rebecca

Commenti di rebecca:

  • Inserito il 05-05-2026 per il libro Nella tua pelle

    (commento di voto) Mi é piaciuto questo libro, perché ha una scrittura semplice e scorrevole. Questo libro mi ha fatto riflettere molto e mi ha insegnato a non mollare mai nella vita.

  • Inserito il 31-03-2026 per il libro Nella tua pelle

    Leggere questo libro con il suo linguaggio fluido e delicato, rispetto all’argomento di cui si sta parlando, mi ha fatto capire molto: come la vita possa essere difficile, come le persone possano vederci dall'esterno esprimendo pregiudizi, quante vicissitudini subiscano i ragazzi protagonisti. Possiede molti messaggi, anche più numerosi di quelli che possiamo identificare a d una prima lettura. La storia parla di due ragazzi di nome Giovanna e Vittorio. Giovanna veniva chiamata Ivanka dalla madre biologica e Lucrezia da quella adottiva. Vittorio era molto piccolo e magro, aveva i capelli ricci e occhi di un grigio intenso, quasi impossibili da descrivere. La sua missione, nella storia, era di ritrovare Caterina e Giovanna per stare di nuovo insieme. Giovanna, Vittorio e Caterina si erano conosciuti nell’Istituto per i figli della guerra. I “figli della guerra” erano bambini nati da un soldato e una donna qualsiasi. Non erano apprezzati perché la famiglia, non avendo scelto quell’uomo come sposo della ragazza, si sentiva disonorata. Molte volte i bambini venivano portati in questo istituto e dimenticati, ma altri, insieme alle madri, venivano uccisi. Questo racconto è ambientato in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale. Secondo me un primo messaggio importante è di non arrendersi mai davanti a niente e a nessuno. Infatti dalla protagonista, una ragazza forte e speranzosa, possiamo capire l'importanza di avere coraggio, di non mollare mai e quanto sia fondamentale avere una famiglia. Ti spiega che il mondo può essere crudele con persone che neanche se lo meritano, ma l’importante è avere coraggio e affrontare tutte le difficoltà a testa alta. Molte volte è facile dire “forza e coraggio”, ma affrontare le proprie paure e incertezze non è mai semplice. Penso che se hai una famiglia che ti aiuta e ti sostiene è tutto più facile. Per famiglia non intendo solo parenti, ma anche amici, persone che cercano sempre di stare al tuo fianco. Ho ritrovato la mia stessa idea di famiglia nelle pagine di questo libro, in particolare in una frase pronunciata da Giovanna: “ Vittorio è mio fratello, ma non di sangue”, che fa capire cosa provi la protagonista per lui. Mi fa pensare a tutte le persone che mi sono state vicine e che hanno sempre cercato di migliorare la mia giornata. Quando penso alla parola “famiglia” mi vengono in mente mia madre, mio padre, mia sorella ma non solo; anche le mie migliori amiche, che in ogni momento mi aiutano e mi supportano, cercando di fare tutto per vedermi sorridere. Questo racconto ha un grande rapporto con il corpo sia in modo figurato sia letterale. Un esempio di utilizzo figurato è il titolo "Nella tua pelle", perché la scrittrice vuole fare in modo che noi (lettori) riusciamo a immedesimarci nella storia di questi ragazzi e cercare di capire come mai si comportino così e quanto sia importante il loro traguardo o il loro scopo. La storia si basa, soprattutto, sull'empatia, cioè sulla capacità di capire e di immedesimarsi nella persona che ti racconta o ti confida un suo problema. Fa in modo che noi possiamo riconoscerci in Giovanna e Vittorio comprendendo le loro difficoltà, le loro preoccupazioni, le loro sofferenze ma anche la loro gioia. Sempre in senso figurato può essere interpretato il pregiudizio che hanno le persone, come per esempio le sorelle del signor Maseron: hanno sempre ripudiato Giovanna solo perché era una dei “figli della guerra”. Non hanno mai voluto conoscerla e vedere come la protagonista fosse dolce e piena di talento, solo perché non veniva da una famiglia dell’alta società. Il senso letterale del titolo, invece, si può cogliere nei numerosi episodi in cui Vittorio veniva giudicato solo per il suo aspetto, considerato debole solo perché era piccolo e magro. Ho notato che nelle descrizioni dei personaggi non c'è solo l'aspetto fisico, ma anche quello che provano, le loro emozioni più frequenti e i loro sogni. In molti altri libri, in confronto, c'è solo la descrizione fisica, che tralascia i sentimenti del personaggio. Apprezzo molto la descrizione dei protagonisti perché mi aiuta a comprenderli meglio, a capire cosa vogliono e il loro scopo. Di questo libro mi ha colpito il coraggio e la voglia di andare avanti e di non mollare mai della protagonista. Un momento significativo in cui si possono notare la positività e la forza di Giovanna è sicuramente quando più persone iniziano ad avere pregiudizi su di lei e i suoi “parenti” la cacciano di casa. Nonostante questo, “Lucrezia” riesce ad andare avanti e a coltivare la sua passione. L’aspetto che mi è piaciuto di più in lei è il carattere: non so come abbia fatto a non abbattersi e non mollare quando tutto sembrava andare storto. Consiglio questo libro non solo ai miei coetanei, ma anche a persone più adulte che siano interessate a una lettura leggera, alla Storia (perché è ambientato in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale), al ruolo della donna nella società di quel tempo o a chi piaccia leggere le storie di altre persone e capire cosa abbiano provato in quella situazione. L’ho trovato molto interessante e piacevole anche se solitamente non leggo questo tipo di storie. Lo consiglio inoltre per il ricordo e il pensiero di questi piccoli protagonisti, che considero una famiglia e la loro storia, poiché ci dà la motivazione ad andare avanti.