pietro
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- Inserito il 31-03-2026 per il libro Lanterne verdi
Cara Erika , in quest'ultimo periodo ho letto “Lanterne verdi“. Ti scrivo per dirti che mi ha colpito molto , perché mi ha fatto capire meglio cosa provano i rifugiati e come sia vivere in un campo profughi, una realtà a cui spesso non pensiamo o che ignoriamo. La storia inizia descrivendo la vita di Nur, di suo fratello Kamel e dei genitori Rami e Fatin prima del conflitto: erano una famiglia come tutte le altre, ma a causa della guerra sono stati costretti a fuggire. Dopo un lunghissimo viaggio in aereo, che sembrava infinito, arrivano in un campo pieno di persone e di tende, sapendo di doverci restare per un tempo ancora indeterminato. Questa prima parte mi ha fatto molto riflettere su quanto siamo realmente fortunati e come tutto possa cambiare in un attimo non sempre a causa nostra. Per Nur, però, c'è un “peso“ da sostenere : quello di suo fratello. Sin dalla nascita di Kamel Nur prova una profonda gelosia nei suoi confronti ; deve continuamente controllarlo e questo è un impegno ancora più faticoso in un campo. Un giorno Nur, stanca e arrabbiata, decide di lasciarlo solo e lui sparisce! Nonostante il panico e l'obbligo dei genitori di restare in tenda, lei non riesce a darsi pace e decide di disobbedire, addentrandosi nella foresta, per cercarlo senza nessun tipo di aiuto, dovrà contare solo su se stessa e sulla sua grande forza di volontà. Sapeva che in quelle zone rapivano i bambini e capì subito che cos’era successo. Dopo giorni che le sembrarono eterni all'interno del campo, notò un gruppo di persone che dormivano accanto al suo fratellino : senza pensarci due volte, con molta agilità lo riprese e, stava per scappare, quando una donna le afferrò la mano. Non voleva farle del male, anzi , le sistemò sulle spalle uno zaino con acqua e cibo. Grazie a questo aiuto Nur e Kamel riuscirono finalmente a superare il confine verso la libertà. A parer mio questo ultimo è un episodio molto importante perché fa capire che , anche nella cattiveria più cinica, c'è sempre qualcuno pronto ad aiutarti senza voler niente in cambio. Questo è un finale aperto e riflessivo che lascia spazio alla nostra immaginazione e all'importante crescita caratteriale di Nur. Il legame tra i due fratelli mi ha colpito molto, è così forte l'amore fraterno che va oltre la paura della guerra. Inizialmente Nur è obbligata a crescere dalla forza degli eventi, ma poi sceglie di rimediare ai suoi errori . Questo episodio la trasforma da una bambina viziata e gelosa a una sorella matura e protettiva. Mi sono rivisto nell'atteggiamento titubante dei personaggi, perché anche per noi adolescenti oggi non è facile prenderci delle responsabilità serie. Per me crescere non significa rinunciare a tutto, ma sicuramente si dovrà lasciare da parte la spensieratezza che avevamo da bambini. Nel libro ho visto il cambiamento come una possibilità, anche se nasce da qualcosa di terribile come la guerra: penso che scegliere sia sempre l’opportunità più importante nella vita di tutti, perché restare fermi in alcune situazioni può diventare pericoloso o addirittura fatale. La lettura è stata abbastanza scorrevole, anche se in alcuni punti l’ho trovata un po’ ripetitiva o lenta; questa lentezza, però, trasmette la lunga attesa dei profughi e il loro stato d'animo. Il messaggio arriva comunque forte e chiaro. Quello che mi ha colpito di più in tutto il racconto è la forza di non arrendersi mai e penso che sia questo il messaggio principale che il libro vuole trasmettere. Mi è piaciuto molto anche il titolo, originale e riflessivo : le “lanterne verdi” sarebbero, a mio parere, tutte quelle persone che nella nostra vita ci supportano e sulle quali possiamo contare quando tutto sembra andare storto. Per me sono sicuramente i miei amici e la mia famiglia. Senza dubbio consiglio la lettura del racconto ai miei coetanei, perché ti fa provare emozioni forti e contrastanti come rabbia, tristezza e soprattutto speranza, diventando un esempio concreto dell’importantissima citazione: “Vedo la luce in fondo al tunnel”.
