fioreellino
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- Inserito il 30-04-2026 per il libro Nella tua pelle
“Nella tua pelle” è un romanzo storico in cui l’autrice intreccia la finzione narrativa con fatti realmente accaduti. La vicenda è ambientata subito dopo la prima guerra mondiale nei territori del Friuli e del Veneto, In questo clima di violenza, molti bambini nacquero da madri italiane e soldati invasori, spesso a seguito di abusi. Questi bambini, definiti "figli del nemico" o "figli di nessuno", venivano spesso rifiutati dalle famiglie d'origine, lasciati dalle madri che non potevano mantenerli o le madri venivano obbligate dai mariti a disfarsi di loro perché segno di umiliazione. Molti di loro trovarono rifugio nell'Istituto San Filippo Neri di Portogruaro, un collegio gestito da religiosi che mirava a trasformarli in cittadini "accettabili". Se il collegio da una parte offriva protezione e un futuro dall'altro era caratterizzato da regole rigide, i ragazzi all'interno sognavano ed erano curiosi di sapere qual'era la loro propria identità. I tre protagonisti del racconto sono Giovanna, Vittorio e Caterina, che si conoscono e crescono insieme all'istituto per i figli della guerra a Portogruaro. I tre si separano nel corso del racconto ma nonostante ciò la loro amicizia non finisce. La storia che mi ha interessato di più è quella di Giovanna, che trova suonando il pianoforte non un semplice hobby, ma un modo per ritrovarsi. Nel mondo che la circonda, lei è costantemente etichettata dal suo passato: per tutti è solo una "figlia della guerra", un numero o il risultato di un conflitto. Tuttavia mentre suona si sente libera e lontana da ogni etichetta. Leggendo “Nella tua pelle" ho scoperto l’esistenza, della quale non sapevo assolutamente nulla, di questi collegi per gli orfani di guerra e mi ha profondamente colpito scoprire che esistessero luoghi simili. La cosa che mi è rimasta più impressa è stato il lavoro di Chiara Carminati, l'autrice non ha solo scritto una storia, ma è andata a cercare le tracce di queste vite tra documenti e testimonianze. Scrivere questo libro è stato un modo per dire che questi bambini sono esistiti, che la loro pelle aveva un valore e per far sì che questi luoghi non venissero cancellati dalla memoria. Questo libro mi è piaciuto per il fatto che la vicenda si ispira a storie vere dell'istituto, e che tratta la vita degli orfani di guerra, il romanzo è scritto in maniera chiara e scorrevole con tante riflessioni e descrizioni. Lo consiglio a chi abbia voglia di scoprire qualcosa in più su quel periodo.
