Alice Antolini
Commenti di Alice Antolini:
- Inserito il 31-03-2026 per il libro Blocco 5
Questo libro parla di un ragazzo, Mathias che, stufo di tutte le regole, limitazioni e controlli che ci sono all’interno dello Stato in cui vive, decide di unirsi ad un gruppo di ragazzi che vuole bloccare tutti questi controlli e limitazioni. Il primo gruppo a cui si unisce si rivela essere un gruppo fittizio; la responsabile diffonde informazioni private riguardanti Sensation (gestore dei controlli), che aveva ricavato dal computer della mamma di Mathias, la Governatrice. Ho trovato interessante che la storia sia ambientata in un futuro prossimo, dove i genitori hanno a disposizione una potente tecnologia per educare (e punire) i propri figli. Attraverso una semplice app, è possibile indebolire e quindi togliere temporaneamente i sensi dei ragazzi, come conseguenza dei loro errori o delle loro disobbedienze. A seconda della gravità i genitori decidono che blocco attivare e quindi che senso disattivare temporaneamente al ragazzo, partendo dal tatto (Blocco 1) e finendo con la vista (Blocco 5). Mi ritrovo in Mathias, che appare un adolescente arrabbiato con il mondo e con la sua famiglia: i suoi genitori sono persone influenti, per lo meno sua madre, che è la Governatrice, mentre suo padre è un casalingo e pretendono che lui sia un “figlio modello”. Quando Mathias decide di ribellarsi a questo sistema angosciante, deve decidere fin dove è disposto a spingersi, per riconquistare la sua libertà e la sua identità, in un mondo che cerca di spegnerlo togliendogli un senso alla volta. Il libro invita a riflettere su come gli strumenti digitali possano diventare mezzi di controllo. La lotta di Mathias rappresenta il desiderio di andare contro le aspettative soffocanti degli adulti; anch’io mi sarei sentita soffocare e avrei provato in qualche modo a ribellarmi. Leggere questo libro è stata un'esperienza intensa che spinge a riflettere sul valore della nostra identità e libertà. L'idea centrale del romanzo, ovvero la perdita dei sensi come punizione, è estremamente forte e carica di significato: trovo che perdere la vista o il tatto sia la privazione più difficile da sopportare, perché questi sensi sono fondamentali non solo per orientarsi nel mondo, ma soprattutto per mantenere il contatto con gli altri. Nel libro i sensi non servono solo a percepire la realtà fisica, ma sono lo strumento attraverso cui costruiamo ricordi, affetti e relazioni; quando vengono sottratti, non si perde solo una capacità biologica, ma un pezzo della propria esperienza emotiva. Io penso che se noi perdessimo tutti i nostri sensi sarebbe impossibile rimanere se stessi e provare emozioni. Personalmente credo ci sia una netta distinzione tra educare e controllare: mentre la vera educazione dovrebbe aiutare a crescere e a capire i propri errori attraverso il dialogo, il sistema descritto nel libro si limita a imporre regole e punizioni violente. Gli adulti appaiono spesso come semplici esecutori di ordini, incapaci di mettere in discussione un sistema rigido, che calpesta la libertà dei ragazzi senza mai ascoltarli davvero.Questa dinamica tocca purtroppo alcune situazioni reali, come quelle che si possono verificare in luoghi o circostanze dove la norma conta più della persona, quindi dove ci si sente controllati invece che ascoltati. Personalmente appoggio il protagonista, il quale ci insegna che, in un contesto simile, la libertà ha un costo altissimo fatto di dolore, isolamento e privazioni sempre più dure, ma è l'unico prezzo da pagare per non annullarsi. Se potessi parlare con lui, gli direi proprio di continuare a pensare con la sua testa e di non smettere mai di cercare ciò che è giusto, nonostante le pressioni esterne. Consiglio questo libro ai miei coetanei perché offre un messaggio fondamentale: le regole sono necessarie, ma non devono mai superare il limite della dignità umana o negare la possibilità di migliorare. In conclusione, direi ai miei amici che Ballerini ci ricorda che la capacità di scegliere e il legame con il nostro corpo sono i beni più preziosi che possediamo.
