MIGLIORI CRITICHE DI SCEGLILIBRO PLUS 2

  • LANTERNE VERDI di ERIKA CASALI

CRITICA POSITIVAGABRIELE LUCCHI; Istituto Tecnico tecnologico G. MARCONI – Rovereto

Cara Erika, concetti più importanti: far sorridere. Quando la sorella racconta ad Halima che se fosse stato per lei non sarebbe ancora viva e che il motivo è stato il pensiero di portare vivo suo fratello ai sui genitori per vederli sorridere ancora, mi son reso conto della sua importanza.

Infatti, oltre ad essere una cosa bellissima, che riscalda il cuore quando ce ne viene fatto uno, ma soprattutto quando ci si rende conto di aver rallegrato qualcuno facendone uno, che può portare allegria tra le persone e polverizzare qualsiasi tensione, può, come hai raccontato tu, salvarci la vita. Grazie per averci (o almeno a me) ricordato questo super potere celato dentro ognuno di noi.

STRONCATURAELISA TISO; Istituto d’Istruzione Superiore Don Milani – Rovereto

Questo libro non mi ha convinto  perché ci sono molte cose che non si capiscono il che ti fa fare molte domande e non ti concentri su quello che leggi. Ci sono anche molti sbalzi temporali e spesso ti fanno dire: “ma come ci siamo arrivati qui”. Quando lo scoiattolo è stato usato come cibo e ucciso da Nur ho chiuso il libro e l’ho letto la settimana dopo perché mi faceva troppo senso, avrei preferito che quella parte non ci fosse stata. La fine non mi ha convinta perché non sai se alla fine ritrovano i loro genitori. Non ho trovato il titolo molto azzeccato perché le lanterne verdi vengono nominate solo verso la fine perché hanno trovato l’uscita. Penso che se lo dovrò leggere altre volte salterò molte parti o non lo leggerò.

  • IL CASO ELISA P. di CHIARA CACCO

CRITICA POSITIVA: GRETA BOMBARDELLI; Liceo Scientifico Leonardo da Vinci – Trento

Il libro mi ha colpito molto perché parla di argomenti attuali, che fanno riflettere su temi importanti come il bisogno di essere ascoltati e capiti. Elisa apparentemente è una ragazza normale, ma dentro di sé nasconde molte fragilità che spesso gli adulti e le persone intorno a lei non riescono a vedere. Durante la lettura ho provato molta empatia per la protagonista, perché in alcuni momenti le sue emozioni e le sue paure sembrano simili a quelle che possono provare tanti ragazzi della nostra età. Il libro fa capire quanto sia importante comunicare e non chiudersi in se stessi, anche quando sembra difficile chiedere aiuto.

STRONCATURA: MATTIA GIOVANNI LONGO; CIF Fondazione Mach – San Michele all’Adige

Ho letto “Il caso Elisa P.” e devo dire che il libro non mi ha convinto del tutto. La trama potrebbe anche essere interessante, ma durante la lettura ho incontrato diverse difficoltà che hanno reso la storia meno chiara. In particolare, non si capisce sempre subito chi sta parlando, soprattutto nei dialoghi, e questo crea confusione e rende la lettura più faticosa.Un altro aspetto che secondo me è poco curato è la caratterizzazione fisica dei personaggi. Spesso non vengono descritti in modo preciso, quindi faccio fatica a immaginarli e a distinguerli tra loro. Avrei preferito descrizioni più dettagliate dell’aspetto esteriore, perché aiutano a visualizzare meglio la scena e a seguire la storia con più interesse.Lo stile dell’autrice non è troppo complesso, ma questi problemi rendono la narrazione meno scorrevole. In generale non è un brutto libro, però secondo me avrebbe potuto essere migliorato rendendo i dialoghi più chiari e i personaggi più riconoscibili anche dal punto di vista fisico. (armando2067)

 

  • L’ETA’ VERDE di FRANCESCA TORRE

CRITICA POSITIVA: SARA ZUCCHELLI; Gardascuola Istituto Comprensivo Paritario – Arco

Ho apprezzato il modo in cui è costruito il racconto, anche se all’inizio risulta un po’ confuso perché non si capisce subito di cosa si stia parlando.

Continuando la lettura, però, la storia diventa molto fluida, piacevole e facile da seguire.

Ho trovato originali le immagini e interessanti le vite delle due protagoniste, che con il tempo sviluppano un legame così forte da sembrare quasi sorelle. Un aspetto che non mi ha convinto del tutto è il fatto che non venga spiegato chiaramente il motivo del loro litigio: secondo me sarebbe stato meglio chiarirlo fin dall’inizio.

Il finale è molto bello, perché le protagoniste riescono a riavvicinarsi nonostante le loro differenze. Mi è piaciuto anche che nel racconto abbiano spazio gli amici di Tea e la famiglia di Viola, perché rendono la storia più completa e aiutano a renderla più interessante e realistica.

STRONCATURA: POLLAM SAMUELE; Istituto d’Istruzione Rosa Bianca di Cavalese e Predazzo

Ho letto questa graphic novel aspettandomi una storia coinvolgente, invece mi ha un po’ deluso, perché non si capivano le conversazioni tra i personaggi e non si capiva l’ordine degli avvenimenti.
La narrazione mi è sembrata lenta e alcuni concetti venivano ripetuti più volte, come le ripetute pagine dove si vedevano i post di Tea e si vedevano anche i ripetuti commenti attorno ai post.
Anche le protagoniste Tea e Viola, due ragazze totalmente diverse perché una molto vivace e una completamente differente, non sempre riuscivano a catturare la mia attenzione.
Il libro doveva spiegare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, ma in realtà tante volte era pesante e noioso.

  • BLOCCO 5 di LUIGI BALLERINI 

CRITICA POSITIVA: LUCA MALTAURO; Istituto Tecnico Tecnologico G. MARCONI – Rovereto

Caro Luigi, vorrei esprimere qui un commento positivo. Il romanzo mi è piaciuto molto. Ho riflettuto sul comportamento di Evelyne, prima ha sedotto Mathias, poi l’ha tradito: mi ha fatto pensare che a volte amicizie che pensiamo vere in realtà possono essere doppie. Le pagine che descrivono i sentimenti di Mathias dopo aver trascorso momenti indimenticabili con Evelyne nella sua cameretta mi hanno coinvolto, Mathias sembrava travolto dal nascere di quella passione, per lei aveva fatto qualcosa di rischioso come entrare nello studio della madre, per poi scoprire subito dopo che lei in realtà lo aveva tradito: ci ho messo un po’ per accettare questo. Davvero non me lo aspettavo proprio! Ho pensato al dolore che ha potuto provare Mathias. Non condivido la scelta del finale perché pensavo che Mathias non perdonasse più Evelyne, invece sembrerebbe esserci un riavvicinamento. Mi chiedo: dopo una delusione così profonda come è possibile tornare a fidarsi di una ragazza? Ti ringrazio per aver toccato questo tema nel tuo romanzo perché mostra chiaramente che in una storia d’amore anche i ragazzi soffrono.

STRONCATURA: TERESA BAGGIA; CIF Fondazione Mach – San Michele all’Adige

Caro Ballerini, “Blocco 5” è stato l’unico Suo libro che ho letto, nonostante ciò ritengo lei sia un abile scrittore.

Vorrei iniziare dalle cose che mi sono piaciute: l’idea dietro ‘Blocco 5′ è davvero originale e interessante. Si vede che ha lavorato molto per inventare il mondo dei Blocchi e questa realtà distopica è costruita in modo molto intelligente.

Devo dire però che, per i miei gusti, la storia fa un po’ fatica a decollare. L’ho trovata un po’ lenta e a tratti mi è sembrato che volesse più spiegarci le regole di questo mondo che farci vivere un’avventura vera e propria. Mi aspettavo più azione o più colpi di scena, invece la trama mi è parsa un po’ piatta e non sono riuscita a farmi coinvolgere del tutto.

Anche lo stile mi è sembrato un po’ “freddo” e i personaggi mi sono sembrati distanti: mi è sembrato che servissero più a farci capire come funziona la società del Blocco 5 che a farci emozionare. Anche i dialoghi li ho trovati un po’ troppo carichi di spiegazioni.

In conclusione, secondo me il libro ha un’idea di base bellissima ma che non viene sfruttata al massimo. Lo consiglierei a chi ama le storie distopiche piene di dettagli e non si preoccupa se il ritmo è lento, mentre chi cerca un libro che faccia battere il cuore o che sia più movimentato potrebbe restare un po’ deluso.

  • NELLA TUA PELLE di CHIARA CARMINATI

CRITICA POSITIVA: ALICE STOPPA; Liceo Classico Giovanni Prati  – Trento

Ho trovato molto interessante e coinvolgente la lettura del romanzo di Chiara Carminati “Nella tua pelle”, perché mi ha permesso di conoscere una pagina di storia della quale non avevo mai sentito parlare prima. Il tema dei cosiddetti “figli della guerra”, infatti, viene spesso trascurato, forse perché, di fronte ai numerosi eventi storici di rilievo verificatisi in quello stesso periodo, si tende erroneamente a far passare in secondo piano questo argomento.

L’autrice riesce invece a portare l’attenzione del lettore su questa importante tematica, spesso sconosciuta o sottovalutata, sottolineando che le vite di questi bambini sono degne di attenzione e che le persone che li hanno aiutati meritano rispetto.

Il libro, inoltre, mi ha colpito per l’efficacia e la semplicità con cui riesce a trattare un tema tanto complesso e difficile, e per la scorrevolezza e la leggerezza della narrazione, che nonostante affronti un argomento doloroso e atroce, non diventa mai pesante e faticosa per il lettore.

Un altro tema affrontato dal libro è quello dell’identità: un tema sempre vivo e attuale con il quale non si confrontano solo Giovanna, Caterina e Vittorio, ma anche tutti noi.

Questi tre ragazzi, che sono i personaggi principali della narrazione, sono accomunati dal desiderio di scoprire le proprie origini e la propria storia, perché conoscere il proprio passato e le proprie radici permette di comprendere meglio se stessi. I protagonisti, quindi, nel corso della storia andranno alla ricerca di se stessi, intraprendendo un percorso di crescita lungo e difficile, che richiederà pazienza, determinazione e coraggio, ma che alla fine darà i suoi frutti. Giovanna, infatti, riuscirà finalmente a capire la sua vera identità e affermerà:”Sono io Ivanka, sono io Giovanna, sono io Lucrezia. ”Questa affermazione così semplice è però ricca di significato e da essa si può evincere la consapevolezza raggiunta dalla ragazza, che cucendo insieme tutti i frammenti del suo passato riesce a trovare se stessa. Questa frase ci permette quindi di capire che l’identità di ognuno di noi è formata da tanti tasselli, che vanno trovati, riordinati e disposti nell’ordine giusto, affinché possano formare un disegno unitario.

Trovo che l’autrice sia riuscita a veicolare messaggi importanti, in grado di toccare il lettore e di invitarlo alla riflessione, insegnandogli qualcosa di nuovo e facendolo immedesimare al tempo stesso nei personaggi della storia.

In conclusione penso che questo libro lanci un messaggio di speranza, insegnando che col tempo tutte le ferite possono guarire, tutti i legami rotti si possono riallacciare e che, anche se ci si perde, poi ci si può sempre ritrovare.

STRONCATURA: NICOLE WEBER; Istituto d’Istruzione Superiore Don Milani – Rovereto

Il libro tratta argomenti delicati in modo chiaro, trasmettendo al lettore le emozioni dei personaggi. Devo essere sincera: ho fatto abbastanza fatica a seguire la storia perché facevo confusione a seguire chi parlava. Le date mi hanno messa in difficoltà e non aiutavano la lettura. Tutte le volte che Giovanna veniva trasferita mi confondevo. Alla fine del libro si scopre che la storia era stata vissuta realmente, penso che se fosse stato specificato all’inizio avrei apprezzato di più il libro. La parte che ho preferito è stato quando Giovanna e Vittorio si sono incontrati dopo aver passato molti anni separati.